Istat. Misurare la povertà educativa

L’ISTAT, in occasione del convegno “Misurare la povertà educativa: risultati e prospettive del lavoro della Commissione Scientifica Interistituzionale”, svoltosi il 16 e 17 aprile 2026, ha pubblicato i materiali relativi al framework concettuale sulla povertà educativa sviluppato dalla Commissione e il set di indicatori statistici individuati per la sua misurazione.

La povertà educativa è un fenomeno multidimensionale, frutto del contesto familiare, economico e sociale in cui bambini e ragazzi vivono. Nell’ultimo decennio il tema ha ricevuto un’attenzione crescente in diversi ambiti, evidenziando la necessità di una definizione condivisa e di un sistema strutturato di indicatori statistici.

La disponibilità di indicatori dedicati rappresenta un supporto fondamentale per il monitoraggio della povertà educativa e per l’orientamento delle politiche pubbliche a livello nazionale e territoriale.

Con riferimento alla Puglia, alcuni dati tratti dalla tavola “Indicatori di povertà educativa” evidenziano elementi di criticità rispetto al contesto nazionale.

In particolare, il 28,7% di bambini e ragazzi in povertà educativa ha genitori con basso titolo di studio (a fronte del 20,7% in Italia); il 46,2% vive in abitazioni senza libri o con al massimo 25 libri (37% in Italia); il 28,1% ha genitori che non hanno visto spettacoli fuori casa nell’ultimo anno (27,1%).
Ulteriori indicatori riguardano il contesto scolastico, territoriale, culturale e sociale: il 60,4% degli studenti non è iscritto al tempo pieno (42,7% in Italia); il 26,1% dei minori vive in aree prive di spazi verdi, parchi o giardini (13,3%); il 41,5% non pratica attività sportiva (35,6%).
Con riferimento alle competenze personali e sociali, il 14,1% dei bambini e ragazzi si dichiara poco o per niente soddisfatto della vita (13% in Italia) e l’11,7% delle relazioni amicali (9,5%). Inoltre, il 12% segnala che una scarsa fiducia in sé stesso ha ostacolato il superamento di momenti difficili (14,1%).
Infine, il 10% dei giovani risulta uscito precocemente dal sistema di istruzione e formazione (dispersione esplicita), valore sostanzialmente in linea con il dato nazionale (9,8%).

Per approfondimenti si può consultare la fonte.

Pubblicato il 21 aprile 2026